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Il diario clinico (e non solo) di Rocco

gennaio 2010

1° gennaio - nei giorni passati Rocco ha vomitato qualche volta e io sono stata incerta, anche visto l'approssimarsi del capodanno, se cominciare subito con il Masitinib. Così decido di cominciare il 1° gennaio, anno nuovo, vita nuova? macché...

2 gennaio - la mattina presto Rocco vomita tre volte, e non ha appetito. Lo porto alla clinica e gli esami del sangue rilevano la creatinina a 3,45. Gli altri valori sono pressoché normali e l'azotemia è solo di poco alterata (76), assolutamente non proporzionale al picco di creatinina.
L'ecografia rileva che il rene sinistro è fuori uso, non perfonde, non è irrorato dal sangue. Secondo la vet che lo ha visitato, sarebbe un'intossicazione da farmaco. Possibile che il Masitinib gli abbia fatto così male dopo solo una somministrazione? Devo lasciarlo lì in day hospital per la terapia con flebo, e così anche il 3 e il 4 gennaio.

4 gennaio - torno a riprendere Rocco la sera. La crea è scesa a 1,54, i reni sono a posto, ma lui durante l'eco si lamenta, sbava, svuota le ghiandole perianali e perde pipì. Io purtroppo non ho la lucidità per rendermi conto che c'è qualcosa che non va. Durante il viaggio di ritorno a casa miagola in modo strano. Arrivati in casa, resta accasciato nel trasportino senza uscire. Do pappa agli altri due, provo a metterlo sul letto, è completamente fiacco e accasciato. Chiamo la clinica, mi risponde ahimé l'assistente addormentato, quello che "mah, sarà stressato, mah, oggi stava bene...". Ma Rocco non sta bene... provo a coprirlo con una copertina, gli metto il termoforo, a un certo punto (saranno passati 10 minuti dalla precedente telefonata) lo prendo in collo e la testa gli cade all'indietro, come morto. Richiamo la clinica, stavolta mi risponde il Capo, "Te lo riporto perché sta male". Di corsa per le strade deserte, per fortuna, entro bussando e passando avanti a tutti: Rocco ha avuto un collasso da eccesso di istamina. Il Doc gli fa una puntura di cortisone e di antistaminico, e lui lentamente sembra riprendersi e riscaldarsi. Mi dice però di lasciarlo lì in osservazione.

5 gennaio 2010 - alle 7.35 squilla il cellulare, da un numero di cellulare che non conosco. Prima di rispondere già so... E mi porterò sempre nel mio cassettino dei dolori la voce del Doc che dice: "Silvia...". Non ci sarebbe stato bisogno di aggiungere altro, ma comunque... Rocco ha avuto una nuova crisi alle 3.30 di notte, non sono valsi a niente i tentativi di rianimarlo.

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dicembre 2009

21 dicembre - finora il mese è passato abbastanza tranquillo a parte qualche vomitino, ma ora bisogna tornare dal vet prima del previsto. Venerdì 18 mi sono accorta che Rocco aveva, "sotto le orecchie" (ossia nella parte in cui finisce l'orecchio e inizia la nuca) due bozzi, simmetrici, duri, abbastanza mobili, di dimensioni come un fagiolo. Io ero terrorizzata che fossero linfonodi colpiti dal tumore; lì non ce ne sono, mi ha detto il vet, ma non è una bella cosa lo stesso. Il risultato dell'ago aspirato, che ha tirato fuori del contenuto liquido, recita:

Noduli retroauricolari. Presenza di materiale rosaceo di fondo con poca cellularità quasi tutta costituita da mastociti. Mastocitoma.

Insomma, il bastardo sta prendendo piede. "Non ci resta che giocare la carta Masitinib", mi dice il Doc, che per la prima volta mi pare abbastanza sconfortato anche lui. Masitinib che, fra ritardi dei corrieri per il maltempo e feste natalizie, mi arriverà solo martedì 29 dicembre.

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novembre 2009

16-29 novembre - il 16 novembre inizia una settimana da incubo. Negli ultimi giorni Rocco mi sembrava un po' fiacco, con meno appetito del solito, e aveva vomitato due volte: entrambe verso le 5-6 del mattino, un po' di liquido color scatoletta ed evidenti boli di pelo. La mucosa dell'occhio mi sembrava pallida. Così l'ho portato dal vet. E lì per lì anche lui quando l'ha visto ha detto: "È anemico!", parlandomi anche della possibilità di metastasi al midollo... In realtà l'emocromo ci ha sbugiardati, va tutto bene, solo l'emoglobina è un filo sotto il valore minimo (9,3 invece che 9,5). Valori di fegato e reni sono a posto. Dopodiché il vet gli ha fatto una puntura di cortisone per una verruchetta sul pancino che gli geme da settimane e che secondo lui è una placca eosinofila. La notte, comincia l'incubo: Rocco vomita in tutto 6 volte. 3 volte in un quarto d'ora (fra le 3.30 e le 3.45) e 3 volte nelle 3 ore circa successive. Gli era già successo di vomitare dopo la puntura di cortisone ad agosto, ma non una cosa così.
La mattina dopo (martedì 17) lo riporto subito dal vet, che gli fa un'iniezione di Plasil e lo trattiene in osservazione in day hospital, sotto flebo (secondo lui non può essere stato il cortisone a fare tutto questo disastro, teme un mastocitoma allo stomaco che però solo con la tac si potrebbe vedere - e noi il jolly di un'anestesia non sappiamo se possiamo permettercelo).
Martedì vomita una volta nell'arco della giornata in day hospital e poi una volta a casa, la notte, acqua e pelo verso le 3.30. Noto inoltre che ha una sete spasmodica, esagerata, compulsiva: addirittura trascina la ciotola dell'acqua con la zampa per metri, come se volesse scavare per trovare ancora acqua. Fa impressione. Oppure a volte lo trovo in bagno, nella vasca o nel lavello... Questa sete aumentata, peraltro, l'avevo notata già nei giorni precedenti (anche dalla quantità di pipì in lettiera!) e mi dicono che sia un sintomo di gastrite.
Mercoledì 18 nuovo giorno in day hospital (e non vomita); la notte, a casa, verso l'1.30 vomita una quantità esagerata di acqua. Nel frattempo, il bitorzolino che gemeva si è prosciugato.
Giovedì 19, la sera, nuova visita dal vet e flebo. Poco dopo il ritorno a casa, Rocco comincia a star male: si lamenta, un mugolio basso e sordo, sta acquattato lungo pancia a terra, è fiacco ma al contempo teso se lo tengo in collo... decido di riportarlo all'ambulatorio. La radiografia non rileva niente di macroscopico (non grosse metastasi, non emorragie, non blocchi), solo un ispessimento di parte della parete gastrica compatibile con la gastrite, e probabile muco nei bronchi (se fossero metastasi, mi spiega il vet di turno, respirerebbe male). Dopo punture di: Ranidil, Plasil e Buscopan decido di provare a riportarlo a casa. Ma non va. Continua a lamentarsi e star male. Alle 2 di notte torno all'ambulatorio e lo ricovero. Rocco rimarrà ricoverato per tutto venerdì 20 e fino alla mattina di sabato 21. Vomita solo una volta (la notte stessa del ricovero), gli fanno varie terapie e flebo per smaltire più velocemente il cortisone e per evitare che si ingozzi d'acqua, venerdì sera provano a dargli cibo e addirittura lui ne chiede ancora! Rifanno anche le analisi e non c'è niente di cambiato rispetto a lunedì: quindi pare "solo" un attacco drammatico di gastrite. Venerdì sera vado a trovarlo, sto con lui un'ora e mezzo, faccio vari "test" e - considerato il luogo e il malessere - mi sembra abbastanza "normale".
Sabato 21 mattina torniamo a casa. Devo dargli Sucralfato (a distanza di 2 ore rispetto alle altre medicine), Ranidil e Plasil. Per tutta una settimana lo tengo costantemente monitorato, sempre in cameretta quando non ci sono, per controllare meglio vomito e sete. Dieta a base esclusivamente di umido Sensitivity RC a cui poi pian piano aggiungo crocche z/d e Sensitivity.
Martedì 24 sera, prima di cena, vomita: poltiglia di cibo del giorno non ancora ben digerita. Ma dopo chiede subito di nuovo pappa. La notte, vomita succhi gastrici e una mappazza di pelo. Martedì è anche il giorno in cui svariati bitorzolini gli si arrossano fino (alcuni) a scoppiare: che sia stato questo aumento di istamina a procurargli il vomito?
Giovedì 26 sera mi accorgo addirittura che uno di questi bitorzolini deve aver fatto ascesso: ha una fistola con la carne viva sul dorso! Gli do subito Baytril, disinfetto con acqua ossigenata (venerdì poi chiedo conferma per telefono al vet, il quale mi dice che va bene). Mettere pomate è inutile, riesce lo stesso a leccarsi. Nel frattempo, comunque, non ha più la sete compulsiva e anche l'appetito è migliorato.

30 novembre - torniamo dal vet per controllo, gli faccio anche vedere la radiografia di giovedì 19, che va bene, e un video della sua sete compulsiva che avevo girato. Sul bitorzolino scoppiato dice: "Ma povera bestia... Questo tocchiamolo meno possibile". Concordiamo di lasciar perdere il cortisone per un bel po'. Al suo posto mi prescrive Zirtec, che è un antistaminico, per 20 giorni e succo di Aloe (il vet si raccomanda, senza aloina!) per un mese. Passo indietro anche sul Masivet: mi spiega che sta seguendo altri casi di gatti (nessuno peraltro grave come quello di Rocco) trattati con questo farmaco e non è vero che sia così scevro da effetti collaterali: dà inappetenza, vomito, anemia... Rimaniamo d'accordo di riparlarne a gennaio, quando avrà anche dati e risultati più certi sugli altri gatti attualmente in terapia.

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settembre-ottobre 2009

10 settembre - controllino a un mese dal punturone di cortisone, i bitorzolini sono stazionari e le analisi vanno bene; azoto 68, crea 1,23 (ed è già il secondo gatto con mastocitoma a cui i valori renali migliorano somministrando cortisone! L'altro è un micio tedesco, Ricky, con la cui Senzacoda sono costantemente in contatto, e che ha una situazione molto simile a quella di Rocco), emocromo a posto. Solo le piastrine un po' basse, il Doc ci ha prescritto il Rossovet Carnitina. E poi Deltacortene, una compressa la settimana, giusto per evitare eventi infiammatori eccessivi. Ho colto l'occasione per chiedergli quello che già mi immaginavo ma volevo conferma, e cioè sul vaccino (di cui Rocco teoricamente dovrebbe fare il richiamo a novembre): "Assolutamente NO". E questo conferma il mio sospetto che avergli fatto il vaccino a novembre 2008 in presenza già di quella "verruca" sia stato un errore. Ma come potevo immaginare?

19 ottobre - si torna dal Doc un po' in anticipo rispetto al previsto perché abbiamo avuto qualche problemino:

1) uno dei bitorzolini sul pancino la settimana scorsa è "scoppiato" e si è aperta una specie di fistolina con un po' di pus. In questa foto si può vedere la fistola (parzialmente coperta da un lembo di pelle) e altre due lesioncine scoppiate accanto. Non potendo andare subito dal Doc, gli ho dato subito Baytril e in 4 giorni ha fatto una crosticina "sana". Il Doc mi ha approvato la terapia.
2) ultimamente Rocco ogni tanto faceva qualche vomitino. Succhi gastrici, con qualche bolo dentro... io non sapevo se fosse colpa dell'integratore Endotel che ho ripreso a dargli, oppure dell'istamina in circolo. Si tratta di un vomito che con il Ranidil passa, e il Doc mi ha confermato che d'ora in poi devo darglielo praticamente a oltranza, perché altrimenti l'istamina potrebbe anche causargli un'ulcera.

Istamina, sempre lei: ho esposto al Doc la mia teoria, e cioè se la "insufficienza renale" di Rocco non sia una vera "insufficienza renale" bensì uno stato infiammatorio causato dall'istamina in circolo e anche lui concorda con la mia ipotesi. Prova ne è che i valori renali con il cortisone (che per i reni è veleno), migliorano. Anche oggi emocromo e biochimico andavano bene, solo l'azotemia un pelino alta (80).
Ma la vera notizia è che il Doc ha trovato da procurarsi il Masitinib a un prezzo accettabile nella dose per animali da 4 kg (Rocco nel frattempo ha anche messo su un po' di culone!). Devo richiamare il 26 ottobre per sentire se gli è arrivato. Ho chiesto ovviamente garanzia - dopo il grande spavento di luglio - che non dia effetti collaterali pesanti.

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agosto 2009

10 agosto - contrariamente alle previsioni, cogliamo l'occasione della visita al culino bubbone della Tina per tornare dal Doc: l'effetto miracoloso del metotrexato è svanito, i tumorini sono tornati delle dimensioni che avevano prima, e adesso sono anche parecchio infiammati. Previa analisi del sangue che dà l'ok, il Doc gli fa una buona dose di cortisone sottocute a lento rilascio.

11 agosto - Rocco vomita, a qualche ora dal pasto, cibo indigerito. Telefono in clinica, il vet mi spiega che probabilmente il cortisone gli ha smosso un po' di gastrite e mi dice di dargli Ranidil 75 mg, 1/4 di pasticca mattina e sera. Va subito meglio. Nei giorni successivi provo a sospendere il Ranidil, ma rivomita subito. Mi spiegano che l'effetto della puntura di cortisone a lento rilascio dura 15, anche 20 giorni e quindi il Ranidil è da dare per tutto quel tempo.

31 agosto - approfittando dei punti da togliere alla Tina, domando al Doc di Rocco. Secondo lui un po' di cortisone è ancora in circolo, e comunque se non sono infiammati non glielo rifarebbe, neanche il Deltacortene per bocca. Rimaniamo d'accordo di rivederci fra una decina di giorni e valutare.

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luglio 2009

7-16 luglio - l'incubo. Su 10 giorni, ben 7 siamo stati dal veterinario.
Martedì 7 andiamo alla visita di controllo, ma il Doc lo trova un po' anemico e decide di non fargli la chemio, ma solo un antibiotico. Mi dà appuntamento per la settimana dopo, ma mercoledì 8 luglio Rocco vomita in totale CINQUE volte, due la mattina e tre nel corso della giornata. La sera è stanco, fiacco... mi tocca chiamarlo anche due o tre volte prima che alzi la testa. Sono molto preoccupata. Naturalmente sospendo subito il cortisone (anche se prendeva solo mezza compressa di Deltacortene a giorni alterni).
Giovedì 9 nel pomeriggio lo porto dal vet (e intanto ha rivomitato 2 volte nella giornata di giovedì): facciamo le analisi e gli effetti della chemio per la prima volta si vedono nero su bianco, globuli rossi e bianchi e piastrine a terra, mentre fegato e reni sono ok. Il vet gli fa un po' di flebo per reidratarlo, aggiungendoci acido folico (perché la chemio è un inibitore dell'acido folico, da qui l'anemia), antibiotico e Plasil. Con l'acido folico la situazione dovrebbe normalizzarsi alla svelta. Ha detto che ho fatto bene anche a sospendere il cortisone. E "meno male che non gli abbiamo fatto la chemio martedì...". Devo anche tenerlo separato da Tina e Bruno, perché con le difese immunitarie a zero anche uno starnuto potrebbe farlo ammalare.
Venerdì 10 nuova visita di controllo (nel frattempo aveva vomitato solo una volta nella notte), poi devo continuare io per 3 giorni con le iniezioni di acido folico e Plasil, e con il Baytril.
La mattina di sabato 11 sembra tutto normale. Rocco non ha rivomitato, mangia, poi io esco. Al mio rientro dopo qualche ora, è uno straccio. Mogio come non l'avevo mai visto, se ne sta rintanato in un buco del tiragraffi, tutto fiacco, con la testolina appoggiata su un lato. Se lo tiro fuori, si muove solo per tornare a rintanarsi lì. Di mangiare non se ne parla. Sono spaventatissima, chiamo l'ambulatorio, mi dicono che sono effetti collaterali della chemio ma, se non mi piace, di portarlo lì. Cosa che faccio dopo un'ora. Devo lasciarlo lì in day hospital, gli fanno la terapia per infusione che dura 5 ore. Al ritorno a casa è ancora mogio e abbattuto, ma lentamente si riprende in tarda serata via via che riesco a fargli mangiare, a più riprese, un po' di scatoletta. Tiene la testa ritta e cammina, e già questo mi pare un miracolo.
Domenica 12 lo riporto di nuovo, sempre per la terapia in day hospital.
Dopo un giorno di tregua, martedì 14 torniamo dal Doc. I globuli rossi stanno risalendo, quelli bianchi però sono ancora bassi: continuiamo con le punture di Folina e inoltre il Doc ordina un medicinale che serve per alzare i globuli bianchi.
Giovedì 16 arriva questo medicinale (Granulokine, principio attivo filgrastim), il Doc gli fa la prima punturina, il resto glielo farò io ogni tre giorni. Per la prima volta da un tempo che mi sembra un'eternità, ci dà appuntamento a fra una settimana. Il Doc ha detto che comunque se lo aspettava il tracollo che c'è stato, anzi, è un miracolo che non sia successo prima. Ed essendo questa chemio più potente, mi ha sballato un po' il mio piccolo guerriero culone. Effetti visibili nel bene e nel male, insomma: i tumorini li ha spianati ma... mi aveva spianato anche Rocco.

23 luglio - i globuli rossi sono tornati normali, quelli bianchi sono addirittura oltre il limite. Stop dunque alle punture di Granulokine, il Doc va in ferie e "ci rivediamo a settembre".

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giugno 2009

11 giugno - ci sono una buona e una cattiva notizia. La buona notizia è che abbiamo fatto l'ecografia e fegato e milza sono "puliti". La cattiva è che Rocco ha un nuovo nodulo sottocutaneo, del diametro di circa un centimetro, circa all'altezza dell'"anca" destra (non all'inguine ma sul dorso). L'ha sentito il Doc, io non me ne ero accorta, ha fatto il citologico ed è di nuovo "lui"... "Va tolto", ha detto il Doc. Panico. L'ho guardato sconfortata. Nel frattempo abbiamo fatto il prelievo del sangue e nell'attesa ho avuto tutto il modo di riflettere e decidere che io non voglio far operare di nuovo Rocco. Il male è peggiorato dopo entrambe le operazioni, come se si fosse "incazzato". Ho troppa paura che stavolta s'incazzi davvero definitivamente. Esprimo questi miei dubbi al Doc e in effetti anche questa è la sua paura. Decidiamo così di non operare. Intanto facciamo un'ecografia ma solo "per vedere", non per operarlo nel caso si scoprisse qualcosa di interno. Agli organi interni, fortunatamente, non c'è niente (almeno, niente di rilevabile da un'ecografia). Neanche la tac faremo; ero già partita con l'idea di dire al Doc che non me la sentivo (appunto perchè richiede l'anestesia), anche lui è stato d'accordo e ci siamo limitati all'eco che, in un micio buono come Rocco, non è un problema.
Decidiamo di provare con il cortisone a basso dosaggio (2,5 mg) per sfiammare un po'. Intanto lui prova a riprocurarsi la Lomustina; devo richiamarlo fra una settimana.

17 giugno - non so se sia stata colpa del Sologalletto mangiato la mattina (100 g) dopo che erano alcuni giorni che non lo mangiava, fatto sta che ieri sera alcune bolle sul pancino di Rocco erano molto arrossate. Stamani gli ho dato la solita "pappona" ed erano tornate di colore normale (salvo una, che ha fatto un po' di crosticina). Per sicurezza non gli darò più il Sologalletto.
Stasera ho provato una pappa nuova, bio, tedesca. Forse qualche bollicina è un po' più gonfia e lucida, un po' si lecca, ma a questo punto non so se è una cosa che gli viene sempre sulla digestione, o se è di nuovo la scatoletta. E sennò vorrà dire che eliminerò completamente i cibi pronti.
Intanto, il nodulo sottocutaneo è sempre lì e non mi pare neanche diminuito.

23 giugno - non osavo scriverlo, ma il nodulo sottocute mi sembrava negli ultimi giorni un po' ridotto di dimensioni, e il Doc mi ha confermato questa impressione. Gli esami del sangue sono a posto: crea a 0,35, linfociti ok, anche le transaminasi vanno bene. "Paradossalmente..." ha detto il Doc. Gi´, paradossalmente... Tuttavia lui ha ritenuto di non riprovare con la Lomustina, che oggettivamente non è che abbia fatto moltissimo e gli ha fatto una dose di Metotrexato sottocute; la prossima, fra una settimana. Da un lato sono sollevata di non dovergli dare io i pasticconi, dall'altro mi dispiace doverlo tenere separato dagli altri per almeno 24 ore, perchè il prodotto viene escreto con le urine e sarebbe pericoloso in lettiera per Tina e Bruno. Speriamo che almeno serva... solo a leggere gli effetti collaterali c'è da sentirsi male.

30 giugno - nuova visita, gli esami del sangue vanno ancora bene, quindi nuova "fiammata" (also sprach Vet-thustra) di Metotrexato. Il Doc mi conferma la mia impressione, col ditino davanti alla bocca: il pelo è migliorato e anche i bitorzolini sembrano andare meglio.

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maggio 2009

7 maggio - nuova visita e nuovi esami, che son perfetti (invece della Lomustina gli abbiamo dato l'olio santo, ha detto il Doc, che mi ha spiegato che la Lomustina in quanto immunosoppressore può paradossalmente diminuire l'insufficienza renale). Abbiamo fatto anche qualche valore in più: fosfatasi alcalina (38) e Gamma GT (5) che sono a posto, e questa è una cosa buona perché vuol dire che molto probabilmente non ci sono metastasi al fegato (quantomeno, non grosse) poiché altrimenti questi valori sarebbero fortemente alterati. Però la tac si farà lo stesso, proprio per vedere che non ci sia qualcosa di piccolissimo. Prima però facciamo un altro giro di Lomustina per 10 giorni/5 somministrazioni (e via ancora di mortadella...).
Siccome negli ultimi giorni avevo notato cacca più chiara (di consistenza normale, ma di un marrone molto chiaro), ne ho portato anche un campione, ma mi hanno detto che va bene e non è niente di preoccupante (n.b. scoprirò molto più tardi, dopo varie sperimentazioni per esclusione, che è colpa del Soloconiglio).
Quanto alle bolle, col Doc ci siamo guardati senza dire niente...

11 e 12 maggio - lunedì 12 sera mi sono un po' spaventata. Rocco aveva evidente prurito e alcuni bubboni erano parecchio gonfi e pustolosi (qui una foto). Gli ho dato una dose extra di Redonyl Efacaps, poi ho fatto mente locale e mi è venuto in mente che gli avevo dato una pasticchina di Cutilen (integratore a base di lievito di birra) nel fagottino-placebo di mortadella (quando non gli do la Lomustina). Ho cercato su internet e ho visto che in effetti il lievito di birra può essere responsabile del prurito, ovvero è sconsigliato nei casi di reazioni allergiche.
Nei giorni successivi, la situazione del prurito è molto migliorata. Quanto alle bolle, alcune sono scoppiate producendo la crosticina, altre sono ancora gonfie.
Il martedì gli ho comprato i granulini di Ribes Nigrum alla 5CH, glieli sto mettendo per ora una volta al giorno nel cibo, la mattina (4 granuli; andrebbe dato lontano dai pasti, sì... ma già è uno stress con tutte queste medicine...).

19 maggio - gli effetti della Lomustina cominciano a farsi sentire: globuli bianchi a 3,08. Stop chemio quindi (peraltro avevo quasi finito le pasticcone) e ci rivediamo fra una settimana per rifare le analisi. Finché i valori non tornano normali, è anche meglio aspettare a fare la tac. Ho anche fatto vedere al Doc i bubboni cresciuti da martedì, e dall'espressione non era contento.
Mi ha poi detto che il Masitinib in Francia si trova già, ma a parte costare 400 euro (!!! Forse lui potrebbe provare a procurarsene dei campioni), non si può dare ad animali sotto i 4 kg di peso e Rocco è proprio giù di lì. Non ho una bilancia digitale, sulla normale bilancia pesapersone, pesa 4 kg ma non so quanto sia precisa.
Stasera siamo stanchi, l'attesa è stata lunga e il mio foffino ormai s'innervosisce.

27 maggio - ieri nuova visita, e va meglio: i leucociti son tornati nella norma (6,52) e anche gli altri valori vanno bene. Il Doc però è dell'avviso di aspettare ancora un po' con la tac, perché gli scoccia anestetizzarlo. Ci risentiremo fra un paio di settimane, ma intanto in me stanno crescendo i dubbi.
Anche per il Masivet mi ha detto che è meglio di no, sono compresse non divisibili e il dosaggio più basso è ancora troppo grande per un gatto. È vero che la soglia di peso è 4 kg, ma si rischia. In compenso mi ha prescritto un integratore per controllare l'attività mastocitaria, Endotel. Sono pasticche piuttosto grosse (circa 1 cm di diametro) e con vitamina C, per cui presumo un vago gusto all'arancia. Infatti gli fanno schifo e quindi dovrò ahimé di nuovo ricorrere alla mortadellina...

31 maggio - ho come l'impressione che anche il tempo umido gli dia fastidio. Ieri sera ha mangiato nasello lesso (era tanto che non lo mangiava, ma non è un alimento proibito) e ieri sera si leccava abbastanza. Stamani, pappona e si leccava molto. Fin quando non ho chiuso i vetri (stava piovendo). Forse sente l'umidità sul pelo ed è portato a leccarsi e quindi irritarsi la pelle, o forse è proprio l'umidità che gli scatena qualche reazione.

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aprile 2009

6 aprile - Habemus Lomustinam. Gliela devo dare un giorno sì e uno no (ma se smette di mangiare devo sospenderla) e poi fra una decina di giorni ci rivediamo. Abbiamo fatto un'analisi del sangue e i valori vanno sorprendentemente bene. La creatinina è scesa addirittura a 1,65, un record dopo che da dicembre si era stabilizzata a 1,9.
Alla vista delle capsule di Lomustina (lunghe circa 1 centimetro) mi è preso il panico... ma sono riuscita a fargliela masticare avvolta in una fetta di prosciutto. Speriamo continui così.

16 aprile - Nuova visita dal Doc. Gli esami del sangue vanno tutti bene e anzi i valori renali sono da record:  32 azotemia e 1,44 creatinina! Dice il Doc che Rocco sta reagendo alla grande alla chemio... Così gli parlo di un "esperimento" che avevo fatto: una settimana solo ed esclusivamente a base di Soloconiglio, e avevo notato che lui sembrava avere meno prurito. Quindi, disco verde per il cambio di dieta, visti anche i buoni valori renali.
Il Doc l'ha trovato bene nel complesso, i tumorini gli sembrano migliorati e anche il pelo gli sembra migliore. Gli ho fatto notare una cosa che succede ciclicamente, cioè, i mastocitomini si riempiono di liquido, come vescicole o brufoli, e poi scoppiano (o è lui che se li scoppia grattandosi). Alla luce di questo gli ha fatto una puntura di antibiotico Convenia.
Dobbiamo continuare la Lomustina per altri 10 giorni (ovvero 5 dosi) e poi nuovo controllo del sangue.

17 aprile - dopo la puntura di antibiotico le bolle mi sembrano sensibilmente sgonfiate, specialmente quella davanti all'orecchiuccio sinistro è proprio irriconoscibile (in meglio). Prendo nota e dirò al Doc.

28 aprile - nuova visita e nuovi esami. Azoto e crea vanno ancora bene, rispettivamente 23 e 1,55. Anche gli altri valori sono a posto, così decidiamo di fare altri 10 giorni (5 somministrazioni) di Lomustina e poi fare uno stop. Chiedo al Doc della tac, e mi dice che sarebbe bene farla, per escludere eventuali metastasi alla milza... ansia. Vedremo alla fine di questo ciclo di chemio.

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marzo 2009

2 marzo - è arrivato da Padova l'istologico del bubbone asportato il 19 febbraio e con lui la doccia fredda: il quadro istologico è compatibile con un mastocitoma. Non si sbagliava la mia "vocina" e non si sbagliava il vet Bravo. Al laboratorio non sono riusciti a stadiarlo, comunque l'indice mitotico è inferiore a 1 e questa mi hanno detto che è una cosa buona, nel senso che si presume uno stadio basso (cioè meno grave).
Quando sarà guarita bene la ferita (dice che è tipico del mastocitoma metterci tanto a rimarginarsi) dovrà fare la tac per escludere altri mastocitomi interni.
Ecco il referto completo dell'istologico.

Dati clinici: resezione cutanea addominale con interessamento (infiammatorio) del tessuto mammario e lipidico sottostante.
Esame istologico di biopsia escissionale.
Referto: Il campione in esame è costituito da sezioni seriali di tessuto cutaneo e sottocutaneo. Derma e tessuto adiposo sottocutaneo sono multifocalmente interessati dalla proliferazione di una popolazione rotondocellulare discreta frammista ad occasionali granulociti eosinofili e a linfociti formanti aggregati perivascolari. Le cellule presentano margini definiti e moderato citoplasma eosinofilo. I nuclei sono tondeggianti, occasionalmente doppi, con cromatina grossolanamente granulare e un nucleolo generalmente evidente. Le caratteristiche di anisocitosi e anisocariosi sono moderate. L'indice mitotico è inferiore a 1.
Diagnosi: quadro istopatologico compatibile con mastocitoma. Si consiglia stadiazione clinica del soggetto al fine di escludere altre localizzazioni cutanee e/o viscerali neoplastiche.

6 marzo - nuova visita dal vet e nuova paura. Abbiamo tolto due puntini nella parte superiore della ferita, ormai richiusa in quel punto, poi io, non tranquilla, ho chiesto al vet Capo se fosse normale che le pustoline di questa presunta dermatite miliare aumentassero di dimensione... "No, non è normale". Anche lui è preoccupato e telefonerà a Padova per sentire se per caso avessero ancora il campione dell'istologico e potessero quindi analizzarlo per cercare un antigene che indica se il tumore è "in circolo".
Per la cronaca, queste verruchette sono diverse dal primo mastocitoma cutaneo, quello tolto a dicembre. Hanno la stessa forma di escrescenze, ma sono di colore bianco e, a differenza dell'altro, non sono ricoperte di peli. Però sono identiche a quelle 3 o 4 che aveva in fila vicino al capezzolino, dove aveva il durone sotto che poi è stato operato.
"È proprio sfigato questo micio..." ha detto il vet Capo.

11 marzo - Stamani ho deciso. Via il collare elisabettiano. Dopo che se lo era tolto un paio di volte ieri sera, poi stanotte e stamani più volte, ho deciso che poteva bastare. Questo povero gattino in fondo è da novembre che è messo in croce...
La ferita in sé va meglio e ieri il vet gli ha tolto due puntini. Gliene restano 3, se ho visto bene. Lui non pare leccarsi più di tanto. Tutt'al più gli rimetterò un paio d'ore il collare subito dopo avergli fatto la medicazione (che comunque ora gli faccio una volta al giorno, un giorno sì e uno no).
Quanto al mastocitoma, giovedì da Padova dovrebbero farci sapere se sono riusciti ad analizzare il campione (che avevano ancora) per quell'antigene che diceva il Doc. Gli ho chiesto anche se si poteva fare qualche terapia per rallentare la progressione della malattia, ma mi ha detto che il mastocitoma è un tumore del kaiser (testuale) che reagisce poco alla chemio e il cortisone non si può dare per via dei reni.
Mi ha prescritto un blando chemioterapico, Leukeran 2 mg, una pillolina da dare 1 volta/settimana per 4 settimane. Dice che non ha effetti collaterali sui reni e alla peggio gli toglie l'appetito (nel qual caso andrebbe sospeso).
Ci rivediamo venerdì anche per vedere se da Padova hanno i risultati dell'antigene. Intanto le verruchine aumentano... ne ha diverse anche sopra alla testa ora. Alcune sembrano più "pustole", altre escrescenze carnose (ma più chiare) come il primo mastocitoma. Una dietro l'orecchio, che è visibilmente aumentata di dimensioni in poche settimane e ora è larga circa 3 mm e "alta" 2, sta anche cambiando colore, si sta scurendo.
Stamani l'ho lasciato libero con gli altri... quando stavo per andare via era sul letto, tutto spalmato disteso. Io spero che non si sentisse male per via della chemio, e fosse solo un relax totale per il fatto di essere finalmente libero dal collare.
Poi però quando mi ha visto mettere il cappotto si è rintanato sotto il cassettone. Tatino mio.

14 marzo - La chemio fortunatamente non mostra effetti collaterali di rilievo e Rocco ha sempre il suo appetito. Abbiamo tolto gli ultimi tre puntini. Fra una ventina di giorni faremo un'analisi del sangue (perché la chemio abbassa i leucociti) e la tac. Intanto godiamoci queste settimane di "riposo". Niente da fare per l'antigene, invece: hanno detto che nel gatto non è predittivo come nel cane e dunque è sostanzialmente inutile analizzarlo. Intanto io continuo a tenere d'occhio le verruchine. Ne ha 3-4 sopra la testa molto simili al primo mastocitoma, anche nel colore.
Per la cronaca, oggi è venuta anche la Tina: aveva un "pallino" sulla scapola che si è rivelato essere un papilloma benigno. Tolto seduta stante in anestesia locale con il laser. A forza di bubboni, verruche, pallini... mi sembra di essere su Scherzi a parte.

18 marzo - oggi seconda compressina di chemio. Intanto i mastocitomi sopra la testa sembrano un po' cambiati. Mi sembrano cresciuti, almeno un paio, di un millimetro circa tutto sommato in pochi giorni. Ora sono sui 3, uno forse 4 mm di diametro. Ma hanno cambiato anche colore, tornando quasi bianchi, mentre pochi giorni fa erano più arrossati. Cercherò di tenere d'occhio tutto questo anche in concomitanza con la somministrazione della chemio. Stasera, a letto, sembrava avere abbastanza prurito: si è leccato e mordicchiato per diverso tempo. Che sia anche questo un effetto della chemio? Lo terrò d'occhio.

25 marzo - Nuova visita dal Doc. Ieri, alla vigilia della terza compressa di Leukeran, gli avevo telefonato, non convinta dalle escrescenze aumentate. Lui mi aveva detto di sospendere il Leukeran e vederci oggi. Intanto avrebbe provato a procurarsi un altro farmaco, Lomustine, che è tipicamente usato nella cura dei mastocitomi in veterinaria ma che non è venduto in Italia (e oltretutto necessita di una preparazione piuttosto elaborata da parte del farmacista perché il dosaggio in cui è prodotto non va bene per i gatti). La Lomustina arriverà lunedì, intanto il Doc gli ha fatto una dose di Vincristina endovena visto il rapido aumentare dei tumori. Per il resto, Rocco mangia, gioca, dorme ed è felice (eccetto che quando si va dal vet).

30 marzo - Ancora niente Lomustina, arriva lunedì prossimo. Perè il Doc l'ha trovato un pochino migliorato dopo la prima somministrazione di Vincristina (sembrava anche a me, ma non osavo dirlo). Gliene ha fatta un'altra e si torna lunedì.

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febbraio 2009

1° febbraio - dopo due giorni e mezzo di antibiotico, il duro del pancino sembra un po' migliorare: la "pallina" e il "cordoncino" sottocute si sentono ancora, ma è meno tumefatto dei giorni scorsi, quando anche solo a sfiorarlo si sentiva una grossa massa dura. Anche il capezzolino mi sembra migliorato e un po' sgonfiato.

2 febbraio - succede una cosa in sé insignificante, ma che certamente ha cambiato - ancora non si può dire se sia successa in tempo per raddrizzarlo davvero... - il destino di Rocco: probabilmente grattandosi, lui si è sguarato una pustolina che ha sulla testa, nell'area della "stempiatura" dei gatti. Gli ha fatto un po' sangue ed è un po' gonfiata, io mi allarmo tantissimo, fino al panico vero e proprio, cosicché decido di anticipare i tempi per una visita con un altro veterinario molto bravo, il cui parere per me vale da solo più di dieci altri messi insieme, e dal quale ero stata finora indecisa se andare prima o dopo la biopsia dell'11 febbraio.
Per la cronaca, con due giorni di Gentalyn Beta la verruchina che mi aveva tanto allarmato è sgonfiata.

5 febbraio - finalmente un veterinario che mi dà retta, invece di minimizzare, e che si preoccupa moltissimo per il durone sulla pancia. Lo esamina con l'ecografo, che rivela un aspetto "cistoso", e fa un ago aspirato, che purtroppo rileva la presenza di moltissimi linfociti (una situazione, sue testuali parole, "disastrosa"). Questo, in concomitanza col fatto che l'emocromo è sostanzialmente a posto, gli fa sospettare con ogni probabilità che ci sia un tumore nella zona del linfonodo mammario (se fosse stata una "semplice" infezione, se ne sarebbero trovati segnali nell'emocromo).
Per scrupolo ripete anche il test fiv-felv, che è ovviamente negativo.
Mi dice di continuare una settimana ancora con l'antibiotico per vedere di far passare il gonfiore, "perché se si opera subito ed è un tumore, si spande tutto"; ma se vedo che si arrossa e/o aumenta ancora, glielo devo portare immediatamente perché va operato subito (non me l'ha detto a chiare lettere, ma credo che temesse anche la possibilità che questo ascesso potesse scoppiargli in pancia...).
Mi prescrive una schiuma lenitiva, Leniderm, da applicare massaggiando sulla zona del durone.
Quanto alle pustoline, mi conferma l'ipotesi di dermatite miliare.
Per la cronaca, mi fa vedere anche che l'ecografia fatta a novembre in realtà non va bene per niente: ci sono delle calcificazioni e anche la superficie parenchimale è sotto sforzo.
A meno che non ci siano peggioramenti, devo tornare fra una settimana e deciderà quando operarlo.
I 110 euro meglio spesi della mia vita. Comincia la battaglia... forza Rocchino mio!

7 febbraio - sarà un caso, ma dopo una sola applicazione di Leniderm il durone è sgonfiato tantissimo proprio dalla sera alla mattina. Intanto continuo l'antibiotico.

12 febbraio - visita di controllo dal veterinario Bravo. E' positivamente sorpreso da quanto sia sgonfiato il durone, ma va tolto perché "è una bomba a tempo": lui è molto preoccupato e mi dice che è praticamente certo che troveremo qualcosa di brutto. Fissiamo l'appuntamento per la settimana seguente e gli fa una puntura di antibiotico di copertura.
Le pustoline paiono proprio essere dermatite miliare: sono riuscita a descrivere il loro sviluppo per filo e per segno al dottore, che mi ha confermato che funziona proprio così (e può essere causata da stress e/o fatti allergici).
Un nuovo esame delle feci rileva inoltre che Rocco ha la tenia! Puntura a lui e Drontal per Tina e Bruno.
Rabbrividisco al pensiero che, se non fosse stato per quell'allarme - in sé esagerato - della pustolina il 2 febbraio, Rocco avrebbe probabilmente fatto un esame non inutile, ma neanche essenziale al momento, andando sotto l'anestesia totale con il durone in pancia (e io penso che questo male lui ce l'avesse sì da prima, ma che sia stata l'operazione di dicembre a farlo "incazzare").

17 febbraio - Mi accorgo che il durone comincia a gemere e ulcerarsi: Rocco ha delle crosticine sanguinolente sul pancino che mi preoccupano tantissimo. Non vedo l'ora che si arrivi all'operazione (il 19 febbraio) ma ho anche tanta paura.

18 febbraio - Domani Rocchino verrà operato. Preparo quella che sarà la sua cameretta di degenza svuotando (letteralmente!) la cameretta degli ospiti: ci rimane solo un materasso appoggiato direttamente in terra, coperte varie, una scatola di cartone con un po' di cose necessarie per non fare sempre dentro e fuori, una pattumierina, la lettiera. Nella presa di corrente metto il Feliway e chiudo già la porta (senza Rocco dentro!), cosicché Bruno e Tina si abituino a vederla così.

19 febbraio - è il giorno dell'operazione. Lascio Rocco alle 9.30 dal veterinario, poi vado a lavorare. Il vet mi avvertirà quando ha finito. Alle 16.15 telefona, "il gatto è sveglio, un po' incazzato, è andato tutto bene". Non oso chiedere altro, così ancora rimango all'oscuro di QUANTO bene sia andata... (o almeno, così si credeva...) Alle 18 esco, prendo l'autobus e corro a riprendermelo. "Non è neoplastico", sono le prime parole che sento quando il vet mi mette davanti Rocco... e non ci posso quasi credere dalla gioia! Mi spiega tuttavia che Rocco aveva una brutta infiammazione e infezione, che gli aveva indurito tutti i tessuti, il grasso sottocutaneo, e stava ulcerando anche la cute. Non sarebbe mai più guarita da sé e anzi, avrebbe anche potuto diventare un tumore.
Mi prescrive 7 giorni di Baytril e 10 di Danzen, e ci dobbiamo rivedere la settimana dopo. Gli hanno già messo un collare elisabettiano, ma solo da 10 cm, e io so già che è troppo poco. Arrivati a casa, ne ho anche conferma, per cui gli metto subito il collare da 12,5 che avevo prudentemente comprato in anticipo.
Per la prima notte, dormo con Rocchino sulla materassa per terra nella cameretta di degenza. Lui è tranquillo, mi si appoggia sul collo con il collare elisabettiano spiaccicato sulla mia faccia (...) poi per fortuna si piazza più comodamente sulle mie gambe.

22 febbraio - Mi accorgo che Rocco ha una puntina di pus alla ferita, telefono al vet, per fortuna nonostante sia domenica c'è anche il Grande Capo e mi dice di portarglielo. Non è niente di preoccupante, mi prescrive medicazioni due volte al giorno lavando la ferita con acqua ossigenata e poi applicando Gentalyn Crema (non Beta, per via del cortisone che gli fa male ai reni).

24 e 26 febbraio - Nuove visite di controllo. Il 26 lo vede il Grande Capo che dice che sta procedendo bene e gli toglie un paio di puntini nella parte superiore della ferita. Quelli più verso l'inguine li lascia, perché è il punto che ci sta mettendo un po' di più a cicatrizzare. Mi prescrive uno spray cicatrizzante (Trofodermin) e dice di continuare il Baytril ancora per cinque giorni. Ci rivedremo lunedì. Intanto, le medicazioni con l'acqua ossigenata hanno un curioso ma prevedibile effetto collaterale: il pelo intorno alla ferita è schiarito, Rocco ha le mèches rossicce sulle zampe posteriori!!!

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gennaio 2009: nuove verruchette, nuovi esami

3 gennaio - Le nuove verruchette non mi convincono, vado anche dalla vet Daniela che, in virtù del duro sotto, ipotizza una placca eosinofilica e mi suggerisce di provare con delle applicazioni di Gentalyn Beta, unica forma di cortisone che ci possiamo permettere, con i reni che si ritrova.
Intanto facciamo le analisi per vedere come Rocco ha smaltito l'anestesia: urea 54,8 e creatinina 1,9 sono il risultato finora migliore da novembre.
Per applicare la pomatina sulla pancia, scendiamo al compromesso del famigerato cappottino: un orrore da me realizzato all'uncinetto e che Rocco indosserà solo la notte, per "tenere" la pomata. Lui è profondamente mortificato da questa costrizione, mentre le lesioni sulla pancia non migliorano né peggiorano.

5 gennaio - Intanto, però, quasi ogni giorno trovo una nuova verruchetta e il copione è sempre lo stesso: un pallino sieroso di 2 mm che subito dopo "scoppia" lasciando una piccola escrescenza chiara, dello stesso colore dell'epidermide.
Sempre più preoccupata, faccio fare un nuovo citologico a una delle verruche sull'addome. Sul pallino duro sottopelle mi dicono che potrebbe essere anche solo un cordoncino di grasso indurito e "teniamolo sotto controllo".
Il citologico della nuova verruchetta, una settimana dopo, recita:

Ulcera cute:
Flogosi con componenti eosinofiliche e neutrofiliche, ma con una numerosa popolazione di mastociti.
Controllare la flogosi, ma se la dermatite persiste è consigliabile l'asportazione e l'istologia, per escludere un mastocitoma.

Vado nel panico.

17 gennaio - Chiedo lumi anche alla vet Daniela, la quale mi spiega che non è assolutamente detto che si tratti di nuovo di un mastocitoma: un referto del genere potrebbe adattarsi benissimo a un qualsiasi processo infiammatorio (una puntura di zecca, un forasacco...) in quanto i mastociti sono cellule tipiche del sistema immunitario e si ritrovano in questi processi. La vet mi regala anche un campioncino di crema Skingel all'ossido di zinco (praticamente la versione veterinaria della pasta di Fissan), per vedere se migliora.
Si riparte di cappottino notturno, quindi, e in effetti le lesioni sulla pancia con questa cremina sembrano un po' sfiammarsi. Ma il leccamento post-cappottino gli riempie lo stomaco di pelo, che lui poi vomita. Provo a sospendere le applicazioni e il duro sottopelle nell'addome aumenta. Anzi, anche il capezzolino lì vicino è più gonfio e ingrossato. Io sono sempre più nel panico.

27 gennaio - arriva il risultato dell'istologico della "verruca" asportata il 23 dicembre: è in effetti un mastocitoma.

Diagnosi istologica:
Mastocitoma. Neoplasia nodulare a cellule discrete intradermica, costituita da proliferazione di elementi cellulari a nucleo rotondo centrale a abbondante citoplasma eosinofilo con occasionali fini granulazioni. La neoplasia non è presente ai margini valutati.
Osservazioni:
Si consiglia una accurata stadiazione del soggetto e un attento controllo dei linfonodi drenanti il distretto.

Il vet al telefono mi accenna al cortisone... (nuovo panico!) e mi dice di prendere appuntamento con il dottore della clinica specializzato in dermatologia. La mattina dopo telefono e fisso l'appuntamento per il giorno seguente.
La notte prima della visita, sogno che Rocco ha sulla testa delle escrescenze bruttissime, nere, enormi, piene di liquido. Sono tanto agitata...

29 gennaio - finalmente facciamo la visita. Per il dermatologo queste papuline non hanno aspetto di mastocitoma: il mastocitoma, dice, è più rosso, mentre queste sono praticamente bianche.
Idem sulla pancia: per lui è (in verità senza neanche tastarlo...) una lesione eritematosa e anche il duro sotto è conseguenza della infiammazione generale. Mi parla di lesioni miliari, ma per sapere esattamente cosa sono e da cosa sono provocate serve fare una biopsia a campione di alcune di queste lesioni.
Biopsia che va fatta dopo una decina di giorni di antibiotico (Amoxicillina + Acido Clavulanico) in modo da "disinquinare" più possibile queste lesioni da cellule che normalmente si trovano nei processi infiammatori ma che non c'entrano nulla con la patologia in s´: prendiamo appuntamento per mercoledì 11 febbraio.
Gli chiedo anche se sia il caso di fare ecografia o lastra, lui dice che volendo la si può fare in occasione della biopsia sfruttando la sedazione, ma che personalmente non ha mai visto metastasi interne di mastocitomi nei gatti (...beato lui...), e solo qualche volta nei cani. Il mastocitoma cutaneo, dice, se metastatizza lo fa altrettanto a livello cutaneo.
Ah, anche lui è per non dare cortisone visti i problemi renali. È stupito di trovare questi valori in un gatto giovane, sarebbero valori normali per un gatto di 10 anni... Così gli parlo anche della grave malattia di Rocco quando era piccolo, massimo 2 mesi (prima che lo prendessi io), una broncopolmonite se non ricordo male dai racconti della gattara Cornelia, che mi ha detto testualmente che in quell'occasione Rocco si è giocato due o tre delle sue sette vite. E per il vet in effetti quella situazione potrebbe aver scatenato una nefrite che lo ha poi portato a questa insufficienza renale cronica.
Gli accenno anche al discorso del passaggio da alimentazione casalinga ad alimentazione "commerciale" (k/d), ma secondo lui se l'allergia fosse di tipo alimentare dovrebbe dare prurito evidente; comunque è una cosa che solo dalla biopsia si può vedere.
Mi dice anche che manderà i campioni della biopsia direttamente all'attenzione di uno specialista istopatologo.

31 gennaio - telefono alla vet Daniela, alla quale il giorno prima ho inviato per fax il risultato dell'istologico e un "riassunto" del consulto dermatologico. Anche lei è per non dare cortisone e considera sostanzialmente inutile un'ecografia addominale: se disgraziatamente ci fossero mini-focolai interni, non si vedrebbero e se invece ci fosse qualcosa di "grosso", il gatto avrebbe probabilmente anche altri sintomi (dimagrimento, inappetenza, vomito, insomma qualcosa di più evidente).

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dicembre 2008: l'operazione

Il 1° dicembre facciamo l'ecografia ai reni, dalla quale non risultano alterazioni apprezzabili: non ci sono cisti né altre patologie (questo almeno mi viene detto; scoprirò solo a febbraio che non è così).

Il 9 dicembre 2008 la creatinina è scesa a 2. Si decide di operare. A malincuore scelgo di rimandare ancora di un paio di settimane, per poter poi seguire Rocco nella convalescenza durante le ferie natalizie.

Rocco viene operato il 23 dicembre. Il post operatorio non dà grossi problemi se non lo stordimento per l'anestesia e il fastidio per il collare elisabettiano (che lui nella sua imbranataggine usa anche come "pala" in lettiera per spalare fuori le cacche proprie e altrui...).
Intanto, la creatinina è scesa a 1,9: ho fatto fare il prelievo in occasione della sedazione per l'intervento. L'urea è a 71, un po' aumentata.

Ma già il giorno dopo l'operazione mi accorgo di un'altra piccola verruca sull'addome: chiara, di 2 mm di diametro al massimo, e a pochi centimetri da questa una "spruzzata" di minuscole pustoline crostose.Sotto a queste pustoline c'è del duro, come una pallina e un cordoncino.

Nei giorni successivi comincio a trovare altre "miniverruche", sempre chiare, sempre di 2 mm circa di diametro. Sono preoccupata. Faccio vedere le cose ai veterinari della clinica in occasione dei vari controlli post-operatori, loro mi dicono che potrebbero essere semplici pustole e di tenerle sotto controllo.

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novembre 2008: le analisi, l'insufficienza renale e...

C'è da fare il richiamo del vaccino e ne approfitto per far vedere alla vet la "verruchetta". Lei non ci dà troppo peso, ipotizza al peggio un granuloma eosinofilico, comunque per vederci chiaro facciamo un citologico.
Una settimana dopo, abbiamo il risultato, che recita:

Flogosi prevalentemente neutrofilica ma presenti numerosi mastociti.
Rivalutare ed eventualmente biopsare dopo trattamento antibiotico e antiallergico.

Per la prima volta sento parlare dalla vet di "mastocitoma". Le alternative sono: o fare due settimane di antibiotico, pomata (e annesso collare elisabettiano) oppure operare subito. Decido per questa seconda, tanto ormai me lo "sentivo" che non sarebbe guarito da solo.
Così il 12 novembre facciamo le analisi del sangue in funzione preoperatoria. Roba di routine, non mi preoccupo e invece... l'urea è a 60 e la creatinina ben a 2,7!!! Questo vuol dire che Rocco, a tre anni e mezzo, ha i reni di un gatto di dieci anni! Gli altri valori ematici sono nella norma.

Come se non bastasse, dall'esame delle urine risultano ph alto (7,5) e cristalli di struvite. Ma siccome questi per ora sembrano non dare problemi - e chi ha avuto gatti con cistite o addirittura blocco urinario mi ha garantito che me ne sarei accorta! - si dà la precedenza ai reni, anche perché la cura per la struvite sarebbe controproducente per i reni stessi.

L'operazione per asportare la "verruca" è rimandata e si comincia la terapia per i reni. Due cicli (non consecutivi) di Ringer lattato + Epargriseovit fanno scendere la creatinina rispettivamente a 2,2 e 2. Rocco è bravissimo: mi basta mettergli una ciotola di croccantini per terra e si fa sforacchiare senza alcuna protesta. Anzi, quando mi vede andare in bagno (luogo deputato alle flebo) mi corre dietro miagolando: "Facciamo quel gioco bello che te mi dai tanti croccantini e io ne posso mangiare quanti ne voglio?".

Oltre alle flebo, introduciamo l'alimentazione a base di k/d, l'integratore Omega Pet e successivamente anche il Fortekor. Rocco tiene fede al suo soprannome di Poldo Sbaffini e si scofana bel bello qualsiasi pappa, anche impastrocchiata con le medicine.

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settembre-ottobre 2008: la verruchetta

È la seconda metà di settembre 2008 quando mi accorgo che Rocco ha sul dorso, a circa 5 cm dalla coda, una crosta abbastanza grossa. Lì per lì non mi preoccupo, pensando a uno sgraffio con Bruno.

Passano i giorni, ma questa lesione non guarisce. Anzi, mi accorgo che, una volta andata via la crosta di sangue rappreso, sotto rimane una sorta di escrescenza, di circa 5 mm di diametro, di colore fra il rosa piuttosto acceso e il rosso (chiedo perdono per la qualità delle foto: 1 - 2).

Tento anche una puntata dal veterinario, che però va a vuoto perché scelgo il giorno sbagliato: una domenica in cui la clinica era "nei pazzi" per via di una difficile operazione a un cane da caccia ferito. Alla fine decido (col senno di poi ho perso del tempo, ma ormai...) di rimandare tutto alla visita per il vaccino a novembre.

Rocco intanto ha evidente fastidio da questa "verruca", si lecca e si mordicchia. Per il resto però sta benone, ha appetito e non ha altri sintomi.

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